Webxtutti:
Prima di tutto, credo che sia molto importante per gli utenti di webxtutti.it
sapere bene cos'è IWA Italia.
Roberto Scano:IWA (International Webmasters
Association) è un'associazione professionale non-profit nata nel
1996 che è riconosciuta leader mondiale nel fornire principi e certificazioni
di formazione per le professioni in Rete.
Fra i suoi risultati si contano il primo regolamento di comparto per quanto
riguarda i principi etici e professionali, i programmi di formazione e certificazione
per la Rete, le risorse di impiego specializzato e l'assistenza tecnica
a individui o aziende.
In Italia IWA è nata ufficialmente il 23 giugno 2000 come prima realtà
indipendente di IWA a livello mondiale con un proprio presidente ed un consiglio
direttivo autonomi nella gestione locale ma con recepimento delle guidelines
internazionali.
Dal 30 agosto 2001, "HTML Writers Guild Inc.", realtà no
profit di educazione e formazione dei web authors fondata nel 1994, ha deliberato
di diventare parte integrante dell'International Webmasters Association
creando la più importante associazione di web professionals ed unica
rappresentante della categoria all'interno del World Wide Web Consortium
(W3C).
Attualmente IWA in Italia sta stringendo accordi strategici per formazione
(accordo con Verisign per la creazione dell'IWA-ITALY Security Specialist")
e per offrire benefici agli associati (scontistica su servizi, ...) e sta
avviando dei percorsi di formazione e certificazione nonché seminari
informativi al fine di far crescere professionalmente i propri associati.
IWA inoltre detiene a livello mondiale il marchio CWP (Certified Web Professional)
riconosciuto come massimo riconoscimento per i web professionals attualmente
legato ai percorsi formativi vendor-independent ProsoftTraining.
Dal 26 novembre 2001 è stato costituito il coordinamento europeo
di IWA/HWG, affidato ad un italiano.
Webxtutti:
Il 5 maggio 1999 il World Wide Web Consortium ha emanato le prime raccomandazioni
riguardanti l'accessibilità dei siti web ai portatori di handicap.
Secondo lei cos'è cambiato nel lavoro dei webmasters da allora? L'
IWA si è impegnata in iniziative specifiche?
Roberto Scano: Attualmente
il mondo del lavoro del web purtroppo più che orientarsi verso degli
standard definiti da realtà come il W3C si basa su standard prettamente
commerciali. Con la diffusione di massa di editor visuali che non rispettano
ad esempio gli standard HTML c'è stata una larga diffusione di "web
designers autoditatti" i quali purtroppo dedicano la loro attività
più al perfezionamento "visivo" utilizzando tali tools
che al perfezionamento a livello di codice.
Discutendo con questi nuovi web designers si nota proprio una mancanza di
conoscenza della base dell'HTML: ignorano ad esempio gli attributi title
e longdesc, utilizzano i tag ALT raramente e solo per inserire keywords
per l'indicizzazione nelle search engine, creando alla fine dei servizi
anche esteticamente interessanti ma con limitazione di visualizzazione ad
un particolare browser o ad un particolare risoluzione.
Notiamo che, a parte alcuni "pionieri" (vedasi Bazzman
ed Usabile
), solo in questi ultimi due anni si sta iniziando a parlare di accessibilità
e soprattutto ad applicare le raccomandazioni del W3C anche in Italia.
Personalmente credo sia stata importante la Circolare
del Ministero della Funzione Pubblica del 13 Marzo 2001, n. 3/2001 che
ha definitivamente posto a livello governativo il problema di rendere accessibile
il web a chiunque con qualsiasi tecnologia i siti degli enti pubblici. Finalmente
è disponibile una circolare che obbliga gli enti pubblici all'adeguamento
agli standard e ciò porta alla necessità per i web designers/web
developer/content manager di uniformarsi a tali raccomandazioni, spesso
per finalità di crescita qualitativa e professionale, spesso anche
solo per finalità di guadagno.
IWA a livello internazionale, dopo l'acquisizione di HWG ne ha recepito
i progetti tra i quali promozione degli standard e delle raccomandazioni
del W3C. Non dimentichiamo difatti che tra i soci IWA è presente
Kynn Bartlett che ha partecipato attivamente al progetto WAI sin dagli inizi.
Tramite il servizio eclasses
di IWA/HWG sta avviando formazione sia ai soci (con scontistica) che ai
non soci in lingua inglese (entro l'estate comunque sarà disponibile
in lingua italiana) tra cui proprio una eclass di "Accessible
Web Design" tenuto proprio da Kynn Bartlett.
Su iniziativa di IWA ITALIA sta nascendo il web site webaccessibile.org
che sarà un punto di raccolta di contenuti sull'accessibilità
oltre che un punto di riferimento per la formazione di nuove figure professionali
di IWA chiamate WAS: WEB Accessibility Specialist.
Le skill certification WAS sono definite da IWA/HWG a livello internazionale
e conterranno tre specializzazioni: WAS Web Designer, WAS Application Developer,
WAS Content Manager e saranno un titolo di identificazione dei web professionals
che hanno dimostrato conoscenza, professionalità, esperienza e costante
aggiornamento.
Sono inoltre previsti anche seminari informativi tra cui il primo si svolgerà
durante il meeting
IWA di Bologna il 21 giugno 2002.
Webxtutti:
Anche in Italia si comincia a richiedere sempre più che i siti della
P.A. siano accessibili. Le linee guida WAI sono molto autorevoli, ma presentano
parecchie difficoltà ad essere usate come norme da rispettare. Cosa
vuol dire per chi deve sviluppare un sito della P.A. tenere conto di tali
direttive?
Roberto Scano:
Le linee guida WAI sono attualmente in fase di recepimento da parte dei
gestori dei siti P.A. ma la strada di adeguamento è ancora molto
lunga. Le difficoltà per chi sviluppa tali servizi sono molteplici:
- mancata conoscenza delle basi nella creazione di pagine web accessibili
(standard HTML, WAI, ...)
- necessità di far comprendere ai referenti della P.A. che alcune
tecnologie non sono accessibili e quindi vanno sostituite con servizi accessibili
o quantomeno è necessario rendere disponibili tali informazioni anche
ai disabili
- necessità di far comprendere sia allo sviluppatore che al referente
della P.A. che il web site accessibile non deve essere una versione alternativa
di solo testo, ma che è possibile creare web sites accessibili con
aspetto gradevole anche per l'utente che non necessita di agevolazioni (trovo
personalmente errato inserire in un angolo di una pagina web non standard
una icona indicante: cliccare qui per la versione accessibile - solo testo)
I problemi sono divisibili comunque in tre aspetti per i quali abbiamo definito
le certificazioni WAS:
WEB DESIGN:
E' necessario che la figura professionale del web designer abbia conoscenza
degli standard W3C e delle raccomandazioni WAI al fine di creare un layout
accessibile e facilmente aggiornabile (consiglio in XHTML con fogli di stile)
WEB DEVELOPING:
Mi sono imbattuto tempo addietro in un web site di un comune generato dinamicamente
dove oltre a non rispettare le direttive venivano addirittura riportati
6-8 volte i tag <HTML><HEAD><BODY>. E' necessario che
la figura professionale del Web Developer abbia conoscenza degli standard/raccomandazioni
e che sappia quindi generare delle pagine tecnicamente perfette con rispetto
delle suddette raccomandazioni.
WEB CONTENT:
Chi si occupa dell'inserimento di contenuti deve rispettare le raccomandazioni
WAI. E' necessario quindi effettuare della formazione per tale personale
(sia esso dell'azienda di sviluppo sia il dipendente della P.A.) fornendo
comunque (attraverso i responsabili al web developing) dei tools di gestione
che effettuino il controllo del codice inserito o consentendo l'inserimento
di dati in modalità visuale ma richiedendo i dati necessari per rendere
un sito web accessibile.
Attualmente sto lavorando al restyling del web site della Regione Veneto (personalmente come web developing) e con degli altri associati IWA esperti di accessibilità stiamo lavorando proprio in questa direzione, trovando tra l'altro alta competenza da parte dell'Ufficio Internet Regionale nonché forte interesse per l'adeguamento dell'attuale web site alle linee guida WAI.
Una attività informativa va inoltre effettuata anche agli amministratori
della P.A. in modo che abbiano la conoscenza e gli strumenti per valutare
l'effettivo rispetto delle linee guida dei servizi realizzati.
Webxtutti:
Con l'introduzione dei dispositivi wireless come i cellulari e i PDA per
navigare su Internet si aprono nuovi problemi e anche nuove sfide per chi
sviluppa siti web. Cosa sta facendo in proposito l' IWA?
Roberto Scano:
I fautori del Web, non potevano assolutamente immaginare (e come biasimarli)
che la Rete potesse essere raggiunta da dispositivi diversi dai personal
computer.
L'Html e la successiva scia di tecnologie e linguaggi che nacquero attorno
ad esso per lo sviluppo di applicazioni Web, sono stati creati tenendo in
considerazione proprio il personal computer come primo e unico attore per
la navigazione e la progettazione della grande Rete.
Adesso però che Internet è diventato un media raggiungibile
da qualunque punto della terra e soprattutto con terminali molto "lontani"
dal Personal computer, i Web developers si troveranno di fronte nuovi problemi
nella progettazione delle applicazioni. Come se non bastasse, ci si ritrova
a lavorare con strumenti obsoleti, che non sono stati progettati per essere
utilizzati su piattaforme così diverse (i palmari attualmente leggono
"a spizzichi e bocconi" l'Html 3.2).
Oggi, che prospettiamo il futuro della Rete su terminali diversi dal PC
(tutte le statistiche prevedono un sorpasso dei cellulari e dei PDA rispetto
al classico computer nei prossimi anni), è estremamente importante
saper affrontare i primi problemi che si troverà di fronte chiunque
intenda sviluppare piattaforme Web raggiungibili da qualunque terminale.
E' innanzitutto essenziale poter utilizzare un solo contenitore per le informazioni,
sia esso un database Sql, un sistema di Web service in Xml e Asp.net di
Microsoft, o One di Sun ecc. Questo consentirà a chi poi dovrà
effettivamente gestire l'applicazione, di evitare una inutile duplicazione
di documenti adattati per i diversi terminali.
La diversa formattazione delle informazioni in base al terminale che ne
farà accesso, dovrà essere gestita in maniera del tutto automatica,
avvalendosi delle ultime tecnologie nate, come Xml e i suoi "figli":
Wml, Xhtml ecc.
La formattazione dei documenti comunque, dovrà tenere conto delle
capacità del terminale che accede all'informazione. La diversa risoluzione,
il minor numero di colori, la differente frequenza del display (=maggiore
affaticamento della vista), la minor potenza di calcolo, la velocità
di navigazione ecc. Tutti valori, innegabilmente inferiori rispetto a un
attuale personal computer (eslcudendo il costo della navigazione in Rete,
attualmente superiore per PDA e telefonini).
E' per questo che i pilastri dell'ingegneria dell'usabilità, di cui
J. Nielsen nel mondo e Visciola in Italia sono i due portavoce più
importanti, continueranno a reggere le regole base per la creazione di applicazioni.
Il testo dovrà essere strutturato in modo tale da permettere la cosidetta
lettura veloce, le immagini dovranno essere ridotte al minimo, sia come
dimensione che come peso, l'utilizzo dei colori dovrà permettere
all'utente di distinguere al volo un link da un testo normale, enfatizzato
o di relativa importanza.
L'arrivo in massa di nuovi terminali per la rete, aumenterà l'attenzione
degli sviluppatori verso l'usabilità e l'accessibilità delle
informazioni e soprattutto creeranno a tal proposito, personale qualificato.
IWA promuove l'adesione agli standard come mission e quindi non può
che seguire con attenzione il fenomeno sotto il profilo del rispetto degli
standard e delle leggi vigenti.
Webxtutti aderisce alla Campagna per l'Accessibilità delle Biblioteche in rete
Campagna AccessibilitàWebxtutti supporta l'iniziativa dell'anno europeo delle persone disabili
E' in linea Web accessibile il sito nato per la promozione, diffusione e applicazione delle guidelines WAI.