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Rubrica a cura di Luca Bianchi:


4. La comunicazione nell'era digitale: il presente

4.1 Consistenza del fenomeno short message service

Lo Short Messagge Service non ha più bisogno di presentazioni. Il suo successo, in crescita esponenziale, è indiscusso. Il fenomeno della messaggistica su cellulare ormai non è più circoscritto, come poco tempo fa, alla sola utenza giovanile ma si è allargato alla maggior parte della clientela GSM nel mondo. Mentre i servizi multimediali stentano a decollare a causa delle difficoltà incontrate nel lancio dei Wap e della telefonia 2.5 e 3G, gli SMS sono ancora molto amati dagli utenti e sembra che proprio dalla loro evoluzione verrà un vitale impulso al Mobile Internet.

La Gran Bretagna si trova all'avanguardia dal punto di vista del riconoscimento della comunità sorda quale importante gruppo di utenti SMS. Secondo l'edizione di BBC Online, non ci sono cifre ufficiali per quantificare con precisione il numero delle persone britanniche (circa 8 milioni e 700 mila), afflitte da sordità o problemi di udito, abituate a comunicare con i cellulari ma l'adozione in continua crescita di questa tecnologia ha certamente contribuito al raggiungimento di un volume di traffico, di tutti gli utenti, superiore al miliardo di SMS al mese. Il fenomeno dimostra come gruppi di persone possono 'impossessarsi' di una tecnologia che inizialmente non era stata progettata per loro e adattarla alle proprie necessità. La grande diffusione dei telefonini permette inoltre alle persone con questo deficit di poterne fare uso senza attirare l'attenzione, evitando così di rimarcare la loro condizione di disabili. C'è un problema di costi, ma ora ,come ha puntualizzato Lisa Watch (portavoce del Istituto Reale per i Sordi), le cose stanno cambiando. Gli operatori di telecomunicazione e i produttori di cellulari si sono resi conto del fenomeno e stanno lanciando pacchetti tariffari, particolarmente economici, destinati proprio alle persone con gravi problemi di udito.
Anche l'Ente Nazionale Sordi si sta muovendo in questo senso, finora con risultati non soddisfacenti.

L'interazione di domanda e risposta per iscritto tipica degli SMS è una nuova possibilità per i sordi: infatti gli SMS riproducono per iscritto lo stile colloquiale del linguaggio verbale che era finora in larga misura estraneo alle persone sorde (Chiappini et al., 1992).
Se questa interazione era già possibile con il DTS, la comunicazione di SMS essendo diffusa sia tra sordi che tra udenti, favorisce maggiormente l'interscambio del patrimonio linguistico.

4.2 Videotelefono: una tecnologia fallimentare?

E' dall'inizio degli anni novanta che si sente parlare del videotelefono come di un'interfaccia ideale per la comunicazione a distanza dei sordi. In effetti la tecnologia in questione ha tutte le caratteristiche per permettere la comunicazione in modalità visivo-gestuale; la comunicazione diretta tra le persone sorde e quindi un'espressione nella lingua naturale del sordo (Quattrone, 2000).

Se fino a qualche anno fa la velocità di trasmissione e l'intellegibilità dell'immagine non erano ancora tali da consentire pienamente la conversazione tra persone sorde, oggi, per la prima volta nella storia di questi apparecchi, la fluidità e la definizione dell'immagine trasmessa si sono rivelati sufficienti sia per la lettura labiale sia per il linguaggio gestuale.

La lettura labiale è da sempre una delle prove più difficili da superare per questi apparecchi, in quanto sia un numero insufficiente di fotogrammi al secondo, sia la scarsa nitidezza data da una bassa risoluzione, causa l'impossibilità di comprensione da parte del sordo. Gli apparecchi dell'ultima generazione utilizzano entrambi i canali messi a disposizione dalla linea ISDN (in pratica vengono effettuate due telefonate contemporaneamente) la quale consente di inviare 128kb di dati al secondo. Inoltre il video viene trasmesso assieme all'audio in formato compresso, secondo un protocollo standard (H320) che garantisce la compatibilità con un vasto numero di apparecchi differenti per particolari prestazioni (da un semplice videotelefono ad un sistema di videoconferenza con telecamere automatiche a controllo vocale). Tale protocollo, oltre a trasmettere dati compressi, ripartisce la banda in base alle esigenze, ovvero in modo 'intelligente'. Se ad esempio si sta trasmettendo l'immagine di un oratore e tutto lo sfondo è fisso, viene trasmessa solo la parte di immagine che ha subito una modificazione cioè la parte raffigurante il volto, senza inviare i dati relativi allo sfondo. Questo si traduce in un miglioramento della fluidità e della definizione dell'immagine, in particolare delle labbra che sono la parte dell'immagine che maggiormente ci interessa.

Compreso che il videotelefono è una interfaccia matura e tecnologicamente adeguata alla comunicazione delle persone sorde (e udenti) appare lecito chiedersi il perché della sua scarsa diffusione. Per comprendere correttamente questa situazione, molto significativa a livello epistemologico, dobbiamo tenere presente che la competizione tra tecnologie non avviene solamente con la sostituzione del vecchio con il nuovo ma anche mediante la contrapposizione di tecnologie alternative. Anche se il videotelefono è un'interfaccia che offre prestazioni migliori, dal punto di vista di un pubblico sordo, sconta il ritardo nella velocità di trasmissione rispetto alle tecnologie che trasmettono scrittura digitale. Com'è noto, per veicolare un'immagine digitale è necessaria una quantità immensamente maggiore di bit rispetto ad un file di testo. Questo ritardo produce anche uno svantaggio di natura economica. Infatti il videotelefono rimane una tecnologia molto costosa.

Anche se è ragionevole prevedere una notevole riduzione nel costo, il videotelefono ha poche carte vincenti per imporsi e compensare il prezzo più elevato, se l'indice di gradimento dei consumatori sordi verso le tecnologie testuali digitali rimarrà ad un livello soddisfacente.

4.3 Convergenze tra l'italiano scritto dai sordi e la scrittura digitale

L'italiano scritto dai sordi porta a delineare una tipologia di comunicazione nuova, sia nell'ottica di una seconda lingua di madrelingua privi di scrittura (un caso simile è quello dei Rom che hanno il Romanè come L1 priva di scrittura e l'italiano come L2) sia come vedremo più avanti nell'incontro con la scrittura digitale.

La scrittura può essere una valida alternativa nelle situazioni di difficoltà della lettura labiale; nelle società occidentali la cultura viene trasmessa attraverso la lingua scritta, non sorprende quindi che la competenza nell'italiano parlato e scritto assuma una rilevanza prioritaria nell'educazione del sordo.
L'Italiano è una lingua complessa con una grammatica ricca di regole ed eccezioni. Alle difficoltà legate al ritardo dell'esposizione alla lingua verbale si deve aggiungere che il bambino udente apprende anche grazie alla memoria uditiva mentre al bambino sordo bisogna insegnare esplicitando qualsiasi regola. Ad esempio un udente non direbbe mai "io uscio", perché la sua memoria uditiva glielo impedisce, mentre ad un sordo bisogna insegnare che il verbo uscire è irregolare e il presente è "io esco". (Greco A., 1996)

L'analisi degli errori di sordi adulti e adolescenti italiani (Veronesi et al., 1986) ha individuato dei gruppi definiti di errori ricorrenti:


4.4 La scrittura digitale

Si pensa che i sordi non affrontino volentieri la scrittura e la lettura di un testo, ma le pratiche di scrittura nel mondo dei sordi sono state raramente oggetti di studio. La prima ricerca sulla scrittura nella vita quotidiana dei sordi risale a Maxwell (1985) il quale ha costatato che nei sordi con genitori udenti la scrittura era poco usata rispetto alle famiglie con genitori sordi dove la scrittura era usata prevalentemente per le comunicazioni personali. Successivamente è stato condotto un altro studio analizzando degli scritti prodotti da studenti sordi americani e tedeschi (Albertini 1993). E' emerso, contrariamente allo studio di Maxwell, che la pratica di lasciare messaggi scritti per comunicazioni personali era diffusa in tutti i soggetti indipendentemente dallo stato di sordità dei genitori. Inoltre veniva rilevato che l'uso espressivo della scrittura al contrario di quello strumentale o sociale era scarsamente presente con percentuali ancora più basse tra i sordi figli di genitori sordi.
Per la prima volta si osservò che quasi tutti i soggetti possedevano e usavano il DTS.

La logopedista Sandra Beronesi (1993) nell'arco temporale di cinque mesi ha compiuto telefonate con frequenza bisettimanale tra lei e tre soggetti sordi, da cui ha tratto le seguenti conclusioni:

A differenza della lingua parlata, con il DTS è possibile determinare unilateralmente il tempo di lettura. Poiché il segnale è mantenuto stabile sul display, a discrezione dell'utente, prima dell'invio della risposta. Quindi nella scrittura con DTS è usata una varietà di lingua scritta che può essere considerata a metà strada tra la lingua parlata e quella scritta vera e propria.

Per lo specifico della situazione italiana molte informazioni possono essere tratte da un'indagine sulle tecnologie visive per lo sviluppo comunicativo dei sordi (Fattori 1994-1995). Condotta su un campione di 82 soggetti sordi, 41 studenti delle superiori e 41 adulti frequentanti un circolo dell'Ente Nazionale Sordomuti, lo studio sarà utilizzato come confronto a livello diacronico su determinati quesiti nella nostra ricerca.

5. La comunicazione nell'era digitale: la ricerca

 

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