Grazie al dispositivo telefonico per sordi (DTS) viene finalmente abbattuta
la barriera che impediva alle persone sorde l'accesso alle telecomunicazioni
di massa; sebbene il DTS rappresentasse un punto di rottura con l'isolamento
comunicativo vissuto dai sordi nel passato, questo strumento presentava
ancora vari inconvenienti.
Che cosa è un DTS?
E' un dispositivo che consente ai sordi di accedere alle telecomunicazioni.
Un'interfaccia idonea alla comunicazione a distanza di persone con deficit
uditivo. Il DTS è formato semplicemente da una tastiera alfanumerica
e da un display a cristalli liquidi che permette di leggere due righe alla
volta.
Con questa macchina si può comunicare attraverso la rete telefonica
con altri utenti in possesso di DTS componendo le parole come usando una
macchina da scrivere. I caratteri digitati sulla tastiera sono trasformati
in impulsi elettrici e, dopo essere stati trasmessi attraverso la rete telefonica,
vengono rimodulati in formato digitale sullo schermo del DTS ricevente.
Il primo DTS italiano era della SIP, che nel 1985 (Tamburini, 1991) ne realizzò
un modello nell'ambito dei progetti denominati' Telefonia per il Sociale'.
Molto ingombrante e costoso, disponibile solo a noleggio, poco pubblicizzato,
sparì velocemente dalla circolazione. Malgrado fosse un'interfaccia
rivoluzionaria per le persone sorde, la proverbiale capacità decisionale
del settore pubblico italiano riuscì a ritardare l'avvento di questa
tecnologia di alcuni anni.
Successivamente il DTS fu incluso nel nomenclatore tariffario delle protesi
fornite gratuitamente a tutti i "titolari di minorazione" e iniziò
a divenire d'uso comune tra i sordi italiani. La prima ditta fornitrice
di DTS fu l'ANSAFONE. Il modello iniziale accettava solo cornette Siemens
e presentava numerosi inconvenienti. Solo nel 1995 con l'Ecotron 03N la
tecnologia è diventata un'interfaccia sufficientemente usabile con
l'aggiunta di un lampeggiatore che avvisa delle chiamate in arrivo usando
la modalità visiva, di una rubrica telefonica, di una presa scarter
per la stampante, di una presa diretta per la linea telefonica.
Il limite principale del DTS era però quello dell'esigua diffusione
al di fuori del mondo dei sordi e dunque della sua inefficacia nella comunicazione
tra sordi e udenti, e tra sordi e istituzioni pubbliche o enti privati che
quasi mai hanno avuto la sensibilità di dotarsi di una linea con
DTS.
Negli Stati Uniti le comunicazioni telefoniche tra sordi iniziano già
dalla fine degli anni sessanta, con un apparecchio originariamente composto
da una telescrivente e da un telefono interconnessi. Da qui il nome di TTY.
Negli Stati Uniti esiste una legge che obbliga tutti gli enti pubblici e
le società private a dotarsi di TTY. Prendendo d'esempio l'esperienza
USA, che già da tempo avevano istituito dei "Telecommunication
Relay Services", formati da un DTS, un telefono, due linee telefoniche
e un operatore udente, a partire dalla fine del 1993 Orgoglio Sordo lo propose
nella città di Torino ribattezzandolo "Servizio Ponte".
Il principio è semplice (Castelli, 1997):
E' palese l'inadeguatezza di un'interfaccia che richieda l'intervento di
un mediatore umano per il suo funzionamento, il pensiero va inevitabilmente
alle centraliniste dei vecchi telefoni a manovella. Attualmente il servizio
ponte è stato adottato sul territorio nazionale soltanto a livello
comunale da alcune amministrazioni cittadine più sensibili al diritto
all'accessibilità dei sordi alle telecomunicazioni.
Il pregio maggiore del DTS è di essere un'interfaccia semplice con
un'elevata facilità d'uso.
I limiti che il DTS ha avuto in Italia sono sostanzialmente tre: diffusione
circoscritta al mondo dei sordi, scarsa usabilità dell'interfaccia
come dispositivo mobile, incompatibilità con altri modem e fax.
Il DTS è uno strumento progettato esclusivamente per i sordi come
ci indica chiaramente il nome: dispositivo telefonico per sordi. Nessuno
ha riflettuto sulla possibilità che la comunicazione digitale scritta
potesse essere un'applicazione interessante anche per gli udenti. Oggi sappiamo
che questo non è vero: l'ultimo modello per la telefonia fissa lanciato
dalla Telecom, Sirio 2000, è dotato di una piccola tastiera per scrivere
SMS, pubblicizzata come la principale attrattiva di questo telefono, che
sembra così un parente stretto del DTS.
Gli alti costi dei DTS ne hanno limitato gli acquisti da parte di quegli
udenti, parenti o amici dei sordi che non potendo usufruire delle agevolazioni
garantite ai sordi dalla legge, devono pagare la tariffa intera.
Il DTS è pesante, scomodo da trasportare, dotato di batterie con
scarsa autonomia. Le cabine telefoniche raramente sono dotate di una mensola
sulla quale appoggiare il DTS. Tutte barriere che rendono veramente difficoltoso
l'uso del DTS come telefonia mobile.
Infine il limite dell'incompatibilità con gli standard degli altri
modem o fax, è la condizione senza la quale il DTS non ha nessun
margine di sviluppo, infatti, il protocollo di comunicazione usato finora
non corrisponde pienamente a nessun protocollo standard largamente usato.
A settembre 2001 al congresso organizzato a Roma per il cinquantesimo anno
dalla fondazione della World Federation of the Deaf, è stato presentato
dalla Tectel un nuovo modello di DTS (DTS@T10) con due novità sostanziali:
la dotazione dello standard V.18 (standard di comunicazione che permette
la comunicazione dei DTS con i modem dei PC), e la convergenza di varie
tecnologie in un unico dispositivo.
Questo prodotto è quindi un dispositivo multi standard che permette
di comunicare con tutti i DTS nei differenti standard di comunicazione,
a questo si aggiunge la possibilità di inviare SMS, inviare e ricevere
fax, collegarsi ad internet e quindi inviare e ricevere e-mail. Il prodotto
è un'interfaccia ben studiata per superare i limiti dei vecchi DTS
e per sfruttare le potenzialità delle nuove tecnologie, agevolato
nell'interazione da uno schermo 'touch screen'. Il software sembra abbastanza
semplice e questo è un punto molto importante per garantire un'impressione
di continuità con i vecchi DTS piuttosto che assomigliare ad un mini-computer,
un'interfaccia troppo complessa che renderebbe i consumatori sordi molto
più diffidenti.
Il mese dopo su una rivista di soluzioni tecnologiche per uffici, Office
Magazine n°15 del 2001, abbiamo letto la recensione di un webphone della
Olivetti praticamente identico al DTS@T10 tranne che per il software. Subito
ci siamo chiesti come si fosse sviluppata la vicenda: l'Olivetti ha preso
dalla Tectel o viceversa? Contattata la Tectel abbiamo avuto una conferma
alle nostre ipotesi: il DTS è un caso ulteriore in cui è confermata
la tesi secondo la quale gli adattamenti introdotti nelle tecnologie per
i soggetti con deficit, anticipano nuove soluzioni a vantaggio di tutti
e indicano sfumature che di solito sfuggono o che altrimenti sarebbe impossibile
individuare.
4. La
comunicazione nell'era digitale: il presente
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Campagna AccessibilitàWebxtutti supporta l'iniziativa dell'anno europeo delle persone disabili
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