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Rubrica a cura di Luca Bianchi:


3. La comunicazione nell'era digitale: il passato

Grazie al dispositivo telefonico per sordi (DTS) viene finalmente abbattuta la barriera che impediva alle persone sorde l'accesso alle telecomunicazioni di massa; sebbene il DTS rappresentasse un punto di rottura con l'isolamento comunicativo vissuto dai sordi nel passato, questo strumento presentava ancora vari inconvenienti.

3.1 DTS (dispositivo telefonico per sordi)

Che cosa è un DTS?
E' un dispositivo che consente ai sordi di accedere alle telecomunicazioni. Un'interfaccia idonea alla comunicazione a distanza di persone con deficit uditivo. Il DTS è formato semplicemente da una tastiera alfanumerica e da un display a cristalli liquidi che permette di leggere due righe alla volta.
Con questa macchina si può comunicare attraverso la rete telefonica con altri utenti in possesso di DTS componendo le parole come usando una macchina da scrivere. I caratteri digitati sulla tastiera sono trasformati in impulsi elettrici e, dopo essere stati trasmessi attraverso la rete telefonica, vengono rimodulati in formato digitale sullo schermo del DTS ricevente.

Il primo DTS italiano era della SIP, che nel 1985 (Tamburini, 1991) ne realizzò un modello nell'ambito dei progetti denominati' Telefonia per il Sociale'. Molto ingombrante e costoso, disponibile solo a noleggio, poco pubblicizzato, sparì velocemente dalla circolazione. Malgrado fosse un'interfaccia rivoluzionaria per le persone sorde, la proverbiale capacità decisionale del settore pubblico italiano riuscì a ritardare l'avvento di questa tecnologia di alcuni anni.
Successivamente il DTS fu incluso nel nomenclatore tariffario delle protesi fornite gratuitamente a tutti i "titolari di minorazione" e iniziò a divenire d'uso comune tra i sordi italiani. La prima ditta fornitrice di DTS fu l'ANSAFONE. Il modello iniziale accettava solo cornette Siemens e presentava numerosi inconvenienti. Solo nel 1995 con l'Ecotron 03N la tecnologia è diventata un'interfaccia sufficientemente usabile con l'aggiunta di un lampeggiatore che avvisa delle chiamate in arrivo usando la modalità visiva, di una rubrica telefonica, di una presa scarter per la stampante, di una presa diretta per la linea telefonica.
Il limite principale del DTS era però quello dell'esigua diffusione al di fuori del mondo dei sordi e dunque della sua inefficacia nella comunicazione tra sordi e udenti, e tra sordi e istituzioni pubbliche o enti privati che quasi mai hanno avuto la sensibilità di dotarsi di una linea con DTS.

Negli Stati Uniti le comunicazioni telefoniche tra sordi iniziano già dalla fine degli anni sessanta, con un apparecchio originariamente composto da una telescrivente e da un telefono interconnessi. Da qui il nome di TTY. Negli Stati Uniti esiste una legge che obbliga tutti gli enti pubblici e le società private a dotarsi di TTY. Prendendo d'esempio l'esperienza USA, che già da tempo avevano istituito dei "Telecommunication Relay Services", formati da un DTS, un telefono, due linee telefoniche e un operatore udente, a partire dalla fine del 1993 Orgoglio Sordo lo propose nella città di Torino ribattezzandolo "Servizio Ponte".
Il principio è semplice (Castelli, 1997):

E' palese l'inadeguatezza di un'interfaccia che richieda l'intervento di un mediatore umano per il suo funzionamento, il pensiero va inevitabilmente alle centraliniste dei vecchi telefoni a manovella. Attualmente il servizio ponte è stato adottato sul territorio nazionale soltanto a livello comunale da alcune amministrazioni cittadine più sensibili al diritto all'accessibilità dei sordi alle telecomunicazioni.

Il pregio maggiore del DTS è di essere un'interfaccia semplice con un'elevata facilità d'uso.
I limiti che il DTS ha avuto in Italia sono sostanzialmente tre: diffusione circoscritta al mondo dei sordi, scarsa usabilità dell'interfaccia come dispositivo mobile, incompatibilità con altri modem e fax.

Il DTS è uno strumento progettato esclusivamente per i sordi come ci indica chiaramente il nome: dispositivo telefonico per sordi. Nessuno ha riflettuto sulla possibilità che la comunicazione digitale scritta potesse essere un'applicazione interessante anche per gli udenti. Oggi sappiamo che questo non è vero: l'ultimo modello per la telefonia fissa lanciato dalla Telecom, Sirio 2000, è dotato di una piccola tastiera per scrivere SMS, pubblicizzata come la principale attrattiva di questo telefono, che sembra così un parente stretto del DTS.
Gli alti costi dei DTS ne hanno limitato gli acquisti da parte di quegli udenti, parenti o amici dei sordi che non potendo usufruire delle agevolazioni garantite ai sordi dalla legge, devono pagare la tariffa intera.

Il DTS è pesante, scomodo da trasportare, dotato di batterie con scarsa autonomia. Le cabine telefoniche raramente sono dotate di una mensola sulla quale appoggiare il DTS. Tutte barriere che rendono veramente difficoltoso l'uso del DTS come telefonia mobile.
Infine il limite dell'incompatibilità con gli standard degli altri modem o fax, è la condizione senza la quale il DTS non ha nessun margine di sviluppo, infatti, il protocollo di comunicazione usato finora non corrisponde pienamente a nessun protocollo standard largamente usato.
A settembre 2001 al congresso organizzato a Roma per il cinquantesimo anno dalla fondazione della World Federation of the Deaf, è stato presentato dalla Tectel un nuovo modello di DTS (DTS@T10) con due novità sostanziali: la dotazione dello standard V.18 (standard di comunicazione che permette la comunicazione dei DTS con i modem dei PC), e la convergenza di varie tecnologie in un unico dispositivo.

Questo prodotto è quindi un dispositivo multi standard che permette di comunicare con tutti i DTS nei differenti standard di comunicazione, a questo si aggiunge la possibilità di inviare SMS, inviare e ricevere fax, collegarsi ad internet e quindi inviare e ricevere e-mail. Il prodotto è un'interfaccia ben studiata per superare i limiti dei vecchi DTS e per sfruttare le potenzialità delle nuove tecnologie, agevolato nell'interazione da uno schermo 'touch screen'. Il software sembra abbastanza semplice e questo è un punto molto importante per garantire un'impressione di continuità con i vecchi DTS piuttosto che assomigliare ad un mini-computer, un'interfaccia troppo complessa che renderebbe i consumatori sordi molto più diffidenti.
Il mese dopo su una rivista di soluzioni tecnologiche per uffici, Office Magazine n°15 del 2001, abbiamo letto la recensione di un webphone della Olivetti praticamente identico al DTS@T10 tranne che per il software. Subito ci siamo chiesti come si fosse sviluppata la vicenda: l'Olivetti ha preso dalla Tectel o viceversa? Contattata la Tectel abbiamo avuto una conferma alle nostre ipotesi: il DTS è un caso ulteriore in cui è confermata la tesi secondo la quale gli adattamenti introdotti nelle tecnologie per i soggetti con deficit, anticipano nuove soluzioni a vantaggio di tutti e indicano sfumature che di solito sfuggono o che altrimenti sarebbe impossibile individuare.

4. La comunicazione nell'era digitale: il presente

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