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Rubrica a cura di Gianluca Affinito


Introduzione

IL'utente dovrebbe essere in grado di interagire con un interprete (e il documento che esso rende) usando i dispositivi di input e output supportati, secondo la propria scelta e secondo i propri bisogni.
Indipendente da dispositivo (dal glossario WCAG 1.0)

Il rapido incremento dei dispositivi di accesso ad Internet ha fatto nascere l'esigenza di rendere i siti fruibili anche nei casi in cui l'utente disponga di strumenti diversi da un computer come un Web tablet, un palmare, un cellulare o una WebTV. Una recente indagine condotta da IDC nel settore delle telecomunicazioni, stima che 600.000 utenti italiani si connettono a Internet in modalità wireless da un portatile o da un palmare; la stima indica il dato presunto alla fine del 2002 e si spinge a prevedere 3 milioni di utenti nel 2005 solo in Italia e 30 milioni di utenti in tutta Europa. La varietà dei dispositivi e del contesto d'uso porta quindi a doversi confrontare con una grande varietà di presentazioni della stessa informazione.

Scopo di questa ricerca è di verificare attraverso l'analisi di una serie di siti campione come i principi di accessibilità consentano anche a un palmare di accedere a tutti i contenuti e i servizi di Internet. Esitono numerosi siti ottimizzati per i palmari, ad esempio quello della RAI o di Google, quello che ci interessa analizzare è però come i normali siti si trasformano su un piccolo dispositivo come un palmare. I siti sono stati quindi scelti tra quelli della Pubblica Amministrazione (Governo italiano, Ministero delle Comunicazioni, Regione Lazio, Comune di Torino) e i siti di Pubblica utilità (Poste italiane, Trenitalia, Repubblica.it, ATAC Roma, Virgilio); sono stati inoltre presi in considerazione alcuni siti che si occupano di accessibilità (Webxtutti, WebAccessibile.org, Diodati.org, Constile.org) per verificare come le soluzioni adottate rendano migliore la navigazione anche con un palmare.

È necessario premettere che a livello di accesso fisico i palmari presentano molte limitazioni per le persone con disabilità che comportano problemi sia nella fase di input che in quella di output. Nonostante siano in commercio diversi software che consentono di gestire le più comuni applicazioni attraverso la voce questi dispositivi allo stato attuale non permettono una piena autonomia di chi ha una totale o grave disabilità della vista e non garantiscono quindi un totale accesso per tutti. Da pochi mesi viene venduto anche in Italia il primo palmare che, alle normali funzioni di PDA, aggiunge la versione pocket di Jaws lo screen reader più utilizzato dai non vedenti; il PacMate è un ottimo dispositivo che attualmente ha una sola barriera di accesso nel costo ancora troppo alto, oltre 3000 euro.

Il ruolo dell'accessibilità

Nell'introduzione alle Linee guida per l'accessibilità ai contenuti del Web (WCAG 1.0) si legge che "molti utenti possono operare in contesti assai differenti dal nostro: possono avere uno schermo solo testuale, un piccolo schermo o una connessione Internet molto lenta"; gli utenti inoltre possono perdere informazioni relative al contesto qualora possano vedere solo una parte della pagina a causa di schermi assai piccoli come nel caso di un palmare oppure ingranditi molte volte. La Linea guida 9 invita quindi gli sviluppatori a "progettare per garantire l'indipendenza da dispositivo", cioè a "usare caratteristiche che permettono di attivare gli elementi della pagina attraverso una molteplicità di dispositivi di input. L'utente dovrebbe essere in grado di interagire con un interprete (e il documento che esso rende) usando i dispositivi di input e output supportati, secondo la propria scelta e secondo i propri bisogni". I siti web dovrebbero essere concepiti in modo da essere accessibili, mantenendo lo stesso contenuto informativo, da apparati diversi sia in termini di caratteristiche come la grandezza dello schermo sia in termini di funzionalità come la larghezza di banda, gli strumenti di selezione e puntamento, la compatibilità con i linguaggi di programmazione e script. Il principio da seguire durante lo sviluppo delle pagine è "un contenuto-molte presentazioni", che comporta l'uso dei fogli di stile e la separazione tra contenuto e presentazione; la presentazione di una pagina sarà ovviamente influenzata dal tipo di dispositivo e dal meccanismo di accesso disponibile, è importante però che il contenuto e le funzionalità del sito rimangano identiche in tutti i casi.

Il termine accessibilità assume così un significato più ampio: permettere l'accesso a tutti gli utenti da tutti i possibili dispositivi, indipendentemente dalle caratteristiche dello strumento, dal metodo di connessione e dal posto da cui ci si connette. Secondo Patrizia Bertini, l'accessibilità deve essere vista "come nuovo criterio progettuale universale, come cultura, come concetto super partes destinato ad integrarsi in tutti gli aspetti della vita quotidiana in modo spontaneo ed efficace, migliorando la vita di ogni cittadino, semplificando le interazioni uomo-macchina, favorendo le prestazioni e le possibilità di comunicare, muoversi ed interagire con gli altri e con l'ambiente circostante" (Patrizia Bertini in Nizza, capitale mondiale dell'accessibilità per due giorni). Laura Burzagli coglie bene anche gli aspetti economici di questo cambiamento di prospettiva quando afferma "questo sviluppo è da considerare una notevole opportunità perché fa rientrare i problemi di accessibilità delle persone con disabilità non più come problemi a margine, ma come uno dei tanti aspetti di personalizzazione che il mercato deve affrontare. In altre parole finchè l'accesso ad Internet avveniva alla comoda scrivania per mezzo del Personal Computer una navigazione sonora era ritenuta dai realizzatori di siti una caratteristica pesante da soddisfare e di poco interesse per il mercato. Ma quando le stesse modalità di navigazione devono essere studiate per il collegamento ad Internet ad esempio dall'auto, ritenuto perciò di maggiore interesse per il mercato, il problema viene affrontato con ben altro impegno e quindi con la possibilità di migliori risultati" (Laura Burzagli in L'accessibilità in relazione all'evoluzione della tecnologia).

Il lavoro del W3C in questi anni

Sono sorti molti progetti e iniziative per l'identificazione di linguaggi e metodologie per lo sviluppo di siti che soddisfino il requisito di essere accessibili "in many places, many different applications and different platforms". Il W3C, che ha tra i suoi scopi principali quello di rendere accessibili a tutti i contenuti del web, oltre al progetto WAI ha dato vita anche al Device Independence Initiative allo scopo di rendere il web fruibile da qualsiasi meccanismo di accesso inclusi i dispositivi mobili, al Multimodal Activity e al Voice Browsing Activity; come afferma Charles McCathieNevile del W3C "il WAI sta collaborando attivamente per identificare aree potenziali in cui possono sorgere problemi di accessibilità e per trovare soluzioni, e noi confidiamo che i risultati raggiunti finora portino a un futuro molto più accessibile". Bisogna infine ricordare che nel 1999 il W3C ha rilasciato le HTML 4.0 Guidelines for Mobile Access una nota che descrive le linee guida per realizzare contenuti che siano compatibili con i dispositivi mobili; per ulteriori informazioni consultare la sezione Mobile del sito del W3C.

Allo stato attuale (l'ultimo aggiornamento risale al settembre 2003), la Device Independence Initiative ha stabilito una serie di principi indipendenti da uno specifico linguaggio o stile di presentazione che possono essere utilizzati sia per proporre nuove soluzioni che per valutare quelle disponibili. Queste indicazioni possono essere utilizzate per produrre requisiti e raccomandazioni come le linee guida per la produzione di contenuto e applicazioni (Authoring Techniques for Device Independence) e modifiche ed estensioni agli attuali linguaggi di markup. Sono stati proposti alcuni principi da seguire nella realizzazione dei siti suddivisi in base a tre diverse prospettive quella dell'utente, quella degli autori e quella dei meccanismi di accesso. I principi elencati non offrono al momento alcuna specifica su come soddisfarli: mentre viene auspicata la separazione tra contenuto e presentazione, vengono solo proposti degli scenari. Una delle soluzioni più largamente accettata è usare XML per la descrizione del contenuto accompagnato da un foglio di stile per la presentazione.

Recentemente il W3C ha reso pubblica una nuova raccomandazione, chiamata Composite Capability/Preference Profiles (CC/PP), che promette di rendere il Web maggiormente fruibile da una vasta gamma di dispositivi, definendo un modo attraverso cui questi dispositivi possono comunicare ai server Web le proprie caratteristiche hardware e software e le preferenze dell'utente: in questo modo i server saranno in grado di fornire agli utenti contenuti "tagliati su misura" per le loro esigenze e i device che utilizzano.

Anche in Europa si è mosso qualcosa con il progetto COST 219 che ha prodotto dei documenti sull'accessibilità ai dispositivi wireless da parte dei disabili, in cui tra l'altro si sottolinea che l'accessibilità dovrebbe essere la principale caratteristica di questi nuovi dispositivi, perché essi mirano a un mercato di massa e quindi si rivolgono a qualsiasi tipo di utenza.


2. Cosa sono i palmari

CABI

Webxtutti aderisce alla Campagna per l'Accessibilità delle Biblioteche in rete

Campagna Accessibilità
Biblioteche In rete

2003

Webxtutti supporta l'iniziativa dell'anno europeo delle persone disabili

Anno europeo del disabile

Webaccessibile

E' in linea Web accessibile il sito nato per la promozione, diffusione e applicazione delle guidelines WAI.

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