Webxtutti: Lei è tra le persone più
impegnate nel campo dell'accessibilità. E' tra quelli che per primi
hanno introdotto l'argomento in Italia, e mi riferisco anche al lavoro svolto
all'interno del Forum dell'Informazione a partire dal 1999. Secondo lei
che passi avanti "reali" sono stati compiuti da allora?
Paolo Graziani: Nel settore della Pubblica
Amministrazione i passi avanti sono stati notevoli. Quando, nel giugno 1999,
abbiamo sollevato il problema dell'accessibilità dei siti Web nella
Conferenza del Forum per la Società dell'Informazione, la sorpresa
e l'interesse che l'argomento ha suscitato metteva in evidenza che il problema
era quasi completamente ignorato. Il segnale si è però propagato
e si sono visti effetti di rilievo, almeno dal punto di vista della presa
di coscienza. Ad esempio, ci è stato chiesto di curare un numero
speciale (n.19, marzo 2000) della Newsletter FSI, dedicato al tema dell'accessibilità.
Nel maggio 2000, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha aderito al
W3C; A seguito di varie istanze ricevute, nel luglio 2000 l'AIPA ha costituito
un gruppo di lavoro sulla "Accessibilità dei sistemi informatici"
ed un analogo gruppo di lavoro è stato istituito subito dopo dal
Dipartimento della Funzione Pubblica. Il ministro Bassanini firmava nel
marzo 2001 il primo documento italiano in materia di accessibilità
e usabilità dei siti della Pubblica Amministrazione: la circolare
3/2001. Anche l'AIPA ha prodotto nel settembre 2001 una circolare che integra
quella della Funzione Pubblica, con indicazioni tecniche per l'applicazione
pratica. Sempre l'AIPA ha intrapreso varie altre azioni che prendono in
considerazione i diversi aspetti che l'accessibilità assume nella
Pubblica Amministrazione, al di là del problema specifico dei siti
Web. Quindi, anche se ancora gli effetti pratici di tutte queste iniziative
sono poco visibili, si sono create le premesse per una diffusa presa di
coscienza e una concreta applicazione del principio.
Webxtutti: Secondo lei, l'evoluzione avvenuta
in questi anni nella tecnologia offre ai disabili nuove possibilità
di accesso o ulteriori elementi di emarginazione? Dal punto di vista tecnologico,
in che direzione bisogna lavorare per aumentare l'accessibilità del
web?
Paolo Graziani: Come sempre, lo sviluppo
tecnologico ha una doppia valenza: favorisce potenzialmente l'integrazione
delle persone disabili, ma al tempo stesso fa sorgere nuove barriere. In
particolare, le tecnologie dell'informazione, in quanto tendono a sollevare
l'uomo da compiti esecutivi con prevalente uso critico di funzioni manuali
e sensoriali, spostando l'attività su funzioni più cerebrali,
aprono potenzialmente nuove prospettive per chi ha problemi fisici o sensoriali.
Inoltre, la tipica flessibilità di queste tecnologie permette loro
di andare incontro all'uomo molto più di quanto fosse possibile in
passato. Le barriere che spesso sono create sono quindi da attribuirsi più
ad un uso non attento che ad una incompatibilità intrinseca fra le
tecnologie dell'informazione e le capacità degli utenti con necessità
speciali. Con riferimento specifico al Web, grazie agli studi fatti in materia
e allo sviluppo di validi strumenti di ausilio, si sono create concrete
possibilità di accesso per molte persone disabili e sono noti molti
accorgimenti da adottare per non creare barriere a livello di sorgente,
cioè delle pagine Web, e durante le fasi di trasformazione e distribuzione
di questi documenti. Si tratta quindi in generale di seguire queste regole
di progettazione e gestione dei servizi per assicurare la fruizione da parte
di una cerchia più larga possibile di utenti. Va tuttavia sottolineato
l'aspetto dinamico del problema che non permette di considerare come soluzioni
definitive quelle legate allo stato attuale dello sviluppo tecnologico,
per cui c'è bisogno di una attenzione continua ai nuovi aspetti problematici
legati all'evoluzione del settore.
Webxtutti: L'accessibilità non è
solo un problema tecnologico, ma coinvolge anche aspetti organizzativi,
politici e economici della società. In che direzione, secondo lei,
si devono indirizzare gli sforzi di tecnici, ricercatori, amministratori
e politici, da un lato per consentire a tutti di partecipare alla vita sociale,
accedere ai servizi, ecc..; e dall'altro per evitare lo spreco sociale per
cui la collettività non può avvalersi di un'intera categoria
di talenti e capacità?
Paolo Graziani: Si tratta di mettere l'utente
al centro dell'attenzione, attribuendo maggiore importanza al recupero della
marginalità. Le raccomandazioni tecniche "mature", cioè
immediatamente applicabili, devono entrare a far parte della normativa vincolante,
specialmente nella Pubblica Amministrazione, prevedendo incentivi e sanzioni.
Le citate circolari italiane, pur lodevoli nelle intenzioni, sono risultate
finora poco efficaci proprio perché non hanno la forza di una legge
dello Stato. Va però sottolineata l'importanza della validità
concreta dei provvedimenti legislativi: una legge che fosse ispirata da
concetti utopici, senza un riferimento alla realtà della tecnologia,
potrebbe risultare altrettanto inefficace di una assenza totale di regolamentazione.
Al tempo stesso, un provvedimento legislativo dovrebbe essere di lungo respiro,
non legato a precise soluzioni momentanee, dato il carattere evolutivo del
settore tecnologico. Dovrebbe indicare gli obiettivi, rimandando gli aspetti
applicativi a normative tecniche aggiornabili. Da parte dei tecnici, l'accessibilità
va vista come una specifica da inserire nel quadro generale e non come una
categoria mentale e tecnica a sé stante. Proprio l'evoluzione tecnologica
va verso la necessità di adattabilità dei servizi alla varietà
di modi di fruizione (differenziazione di tipi di terminale, di canali di
trasmissione, di media utilizzati). Le necessità speciali degli utenti
disabili vanno inquadrate in questa varietà di utenza. Questa è
la strada maestra dell'integrazione. Partendo dall'osservazione che un sito
Web accessibile risulta di migliore fruizione da parte di tutti, ci si deve
rendere conto che l'integrazione degli utenti si realizza con l'integrazione
del modo di affrontare i diversi problemi in un approccio globale. Questo
è in fondo il principio della Progettazione Universale (Design for
All).
Webxtutti aderisce alla Campagna per l'Accessibilità delle Biblioteche in rete
Campagna AccessibilitàWebxtutti supporta l'iniziativa dell'anno europeo delle persone disabili
E' in linea Web accessibile il sito nato per la promozione, diffusione e applicazione delle guidelines WAI.