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Rubrica a cura di Germano Carella


1. Screen readers e braille viewers a confronto

Prima di addentrarmi nei meandri dell'interpretazione del codice html e dei suoi derivati, è necessario fare un confronto fra gli screen readers ed i braille viewers attualmente esistenti sul mercato.

Nella prima metà degli anni 90, quando la Microsoft rilasciò la prima versione ad interfaccia grafica del sistema operativo DOS (windows 3.1), si rese necessario, da parte dei produttori di tecnologie assistive, conformare i propri software alle nuove esigenze delle persone non vedenti.
La questione non era semplice da risolvere, poiché, a differenza delle interface testuali, in cui non era necessario prevedere l'utilizzo di un mouse o di sistemi di puntamento per oggetti ed icone, l'interfaccia grafica richiedeva: non solo l'utilizzo del sopraccitato mouse, ma anche una corretta interpretazione delle immagini e degli oggetti che venivano puntati, selezionati ecc..

In quegli anni, al di fuori delle case produttrici di tecnologie assistive, nessun altro si era interessato di accessibilità e fruibilità dei propri applicativi da parte di persone con disabilità visiva; per questo motivo non erano state fornite interfacce di sviluppo che le case produttrici potessero utilizzare per adattare i propri programmi a windows ed al suo sistema grafico.
Il primo passo verso l'accessibilità fu compiuto, inventando una simulazione di mouse sulla tastiera e di alcuni dizionari grafici che, attraverso l'attivazione di determinati pixel sullo schermo del PC, stabilissero di quale icona o grafico dovesse trattarsi.
Il mouse da tastiera, tuttavia, fu la migliore invenzione e quella che è tutt'ora mantenuta. Si tratta infatti, di dover utilizzare il tastierino numerico, o le freccette del computer, per spostare il puntatore del mouse; posizionarlo sugli oggetti, sulle voci di menu, sulle immagini e poi poter cliccare su di essi, trascinarli, visualizzare dei menu contestuali ed altro ancora.
Anche i dizionari grafici sono tutt'ora esistenti, ma sono diventati di supporto alle librerie per l'accessibilità che vedremo più avanti, piuttosto che di fondamentale importanza per un uso corretto delle applicazioni. Questo è dovuto al fatto che le immagini e i simboli sono in continuo aumento, quindi sarebbe difficile mantenerle tutte in database grafici, che dovrebbero essere costantemente aggiornati; ma gli stessi, diventerebbero di dimensioni tali da rallentare il funzionamento dei programmi di lettura dello schermo, nonché del sistema operativo in generale.

Per quanto riguarda la messa in opera di questi programmi, quello che più si adattava alle esigenze dei non vedenti era OutsSpoken, prodotto dalla Alva Access Group. Questo software nasce come semplice programma di lettura schermo; il suo utilizzo, infatti, non prevede, almeno nelle versioni iniziali l'utilizzo di un display braille a supporto della sintesi vocale. Tra le altre cose utilizzava sintesi vocali esterne che dovevano essere connesse al PC a mezzo di un'interfaccia seriale o parallela. La sintesi software veniva utilizzata solo in parte e solo in lingua inglese, non essendo disponibile alcun modello sintetico in lingua italiana. Era un software estremamente intuitivo da utilizzare, con pochi comandi ma molto efficaci. Il mouse da tastiera si gestiva interamente con il tastierino numerico, così come i comandi da impartire al programma. Purtroppo però, con l'aumentare delle applicazioni, la scarsità di comandi per la lettura dello schermo non lo rese in grado di essere applicato a molti programmi, quindi le funzioni e i comandi da tastiera dovettero aumentare. Dopo qualche tempo si rese necessario adattare il software anche all'utilizzo con i display braille; ciò rendeva possibile, ai non vedenti, scrivere un documento e ricontrollarlo con il display braille senza doverlo far rileggere alla sintesi vocale.
OutSpoken veniva anche realizzato per i sistemi della Apple, su omputer Macintosh; questa sua predisposizione per i sistemi su Mac lo rende prestigioso dal punto di vista dell'accessibilità degli applicativi, poiché si può parlare di un sistema di lettura schermo multi piattaforma, a differenza di altri programmi che invece non lo sono.

Un altro software degno di essere menzionato si chiama Hal ed è prodotto dalla Dolphin systems. Questo software era stato già realizzato per piattaforme MS-DOS. La particolarità di questo programma consisteva in un sistema di configurazione per essere ambientato e personalizzato per ogni applicazione. Per spiegare meglio, quando l'utente si trovava di fronte ad una applicazione che con i normali comandi non riusciva a gestire, poteva, attraverso delle macro, fare in modo che Hal si accorgesse di ciò che era stato evidenziato; si potevano creare delle porzioni di schermo che il programma leggeva al momento dell'attivazione di un particolare evento ecc. Il programma risultava però molto complesso da imparare; i comandi erano molti, così come le opzioni di configurazione; tuttavia lo si può definire all'avanguardia in tutti i sensi, dal momento che fu la prima applicazione di lettura schermo che prevedesse le ambientazioni personalizzate per vari programmi. Ovviamente ne esiste anche una versione per Windows e, a differenza di Outspoken che non è più prodotto per questo sistema, Hal è ancora in commercio. Ultimamente è stato attivato, come per Outspoken, il supporto ai display braille. Possiede un emulatore di mouse, come Outspoken ed un cursore virtuale che permette la navigazione in rete, di cui parleremo più avanti.

Gli screen readers ed i braille viewers sono ovviamente molto costosi; per questo motivo, in rete vengono messe a disposizione delle demo per provarne il funzionamento. In generale, queste demo hanno un tempo di utilizzo limitato di circa 30 minuti e non consentono l'uso dei display braille; in questo modo, una persona che ne voglia testare e valutare le capacità dovrebbe prima acquistare il prodotto e poi valutarlo secondo le sue esigenze. Si può chiaramente comprendere che ciò non è sempre possibile, dato che il costo di questi software è generalmente molto elevato; mediamente si aggira intorno ai1300-1600 euro. La limitazione all'utilizzo dei display braille nelle demo, è dovuta al fatto che questi ultimi sono considerati un bene di lusso per i non vedenti; essi infatti costano quasi il triplo delle sintesi vocali. Fino alla prima metà degli anni '90, un display braille a 40 caratteri si aggirava, come costo, intorno ai 20 milioni. Benché le U.S.S.L. mettessero a disposizione un contributo minimo, non era cosa di tutti acquistare un display braille. Chi era ospitato in un istituto per ciechi poteva utilizzare quelli che l'istituto stesso metteva a disposizione, ma comprarne uno per uso personale non era alla portata di tutti.
Solo ultimamente i display braille sono diventati molto più accessibili dal punto di vista economico, pur mantenendo costi molto elevati; un display braille economico di buona fattura si aggira intorno ai 2000 euro.
Tuttavia, vi sono dei software che sono stati sviluppati per essere dedicati al solo utilizzo dei display braille; soltanto in seguito è stato aggiunto un supporto per sintesi vocali.
Windots, per esempio, nacque con Windows 95 e permetteva, attraverso il solo utilizzo di display braille, di avere una descrizione abbastanza esauriente della finestra su cui il cursore aveva il focus.
Virgo, anch'esso nato per essere utilizzato con display braille, era in grado di dare una descrizione di quante finestre erano aperte sullo schermo e permetteva di passare da una finestra all'altra. Quando si accedeva ad una applicazione, era in grado di dare una descrizione dei controlli che facevano parte della finestra.

Una particolare attenzione e descrizione più approfondita, derivante da anni di esperienza ed anche alla versatilità di questo software, va data a Jaws (Job Access With Speech), prodotto dalla Freedom Scientific. Questo programma nasce già per sistema MS-DOS esclusivamente come lettore di schermo; tutt'ora è possibile scaricarne una versione gratuita dal sito della Freedom Scientific (), che però non supporta la sintesi vocale software e supporta pochissime sintesi vocali hardware. Questo software è, probabilmente il migliore per quantità di funzionalità, ricco a dismisura di comandi per l'accesso ai programmi e per la navigazione in rete.
La particolarità importante è che negli anni ha mantenuto sempre la stessa modalità di comandi; per fare un esempio, già dalla versione per MS-DOS, il comando insert+s, che seleziona la modalità con la quale il testo che appare sullo schermo viene letto, è rimasta negli anni ed è tutt'ora in vigore. Quelle persone che hanno cominciato la loro carriera informatica utilizzando questo screen reader, hanno il vantaggio di conoscere tutti i comandi che solitamente non cambiano nel tempo; quindi è chiaro che non sono molto propensi a cambiare programma, anche perché la versatilità con la quale si utilizza è davvero singolare e molto rivoluzionaria. Bisogna considerare, cosa non da poco, che nell'azienda che produce questo programma, lavorano delle persone non vedenti. Quest'azienda, ha realizzato un linguaggio di programmazione proprietario, che gira sotto jaws, chiamato "Scripting Language". Questo linguaggio permette di scrivere dei programmi che interagiscono con le applicazioni più disparate; attraverso una serie di funzioni, messe a disposizione dal linguaggio, è possibile realizzare dei programmi anche molto complessi che sono in grado di effettuare operazioni di vario tipo: spostamento e trascinamento di oggetti ed immagini, puntamento ed attivazione di pulsanti, attivazione di eventi, controllo del buffer di tastiera, ecc..
Queste persone non vedenti hanno realizzato più di mille script per altrettante applicazioni. Ciò fa sì che Jaws sia tutt'ora lo screen reader più utilizzato e più all'avanguardia, almeno per quanto riguarda Windows.

Ma come ciò sia stato reso possibile, è presto detto: con il nascere di Microsoft Windows 95, sono state realizzate, dalla Microsoft appunto, delle librerie di funzioni in grado di mettere a conoscenza i lettori di schermo un vasto numero di proprietà per le applicazioni attive.
Le Microsoft Active Accessibility Application Program Interface (MSAA API), infatti, sono delle librerie che creano, all'interno del sistema operativo, delle classi di oggetti pubbliche; tali classi sono in grado di fornire ai programmi per le tecnologie assistive, tutte le informazioni necessarie sui controlli appartenenti ad una finestra, sugli elementi che fanno parte di questi controlli, sui menu ed anche sul codice html che viene caricato nei browser. In questo modo, i lettori di schermo possono accedere a queste informazioni ed interfacciarsi con esse; modificarne le proprietà, trasformare in testo i loro valori, permettendo così agli utenti di fruire di tutte le funzionalità che gli applicativi mettono loro a disposizione.
Per far ciò, ovviamente, vi sono delle regole da seguire per coloro che sviluppano software: bisogna utilizzare i controlli standard messi a disposizione dalla stessa microsoft; solo così infatti le MSAA riescono a rilevare di quali controlli si tratta ed estrapolarne il testo. Oppure, se non si vogliono utilizzare i controlli standard, bisognerebbe comunque acquisire nozioni di programmazione delle MSAA, scaricabili gratuitamente sul sito della Microsoft e fornite di una notevole documentazione per il loro utilizzo; facendo in modo di informare le API, che l'esistenza di un controllo non standard, può essere associata ad un controllo standard; in questo modo, le MSAA informano i lettori di schermo di quali controlli si tratta; quindi si ottiene lo stesso risultato che si otterrebbe usando le finestre standard Microsoft. Occorre infine considerare che quando si creano controlli non standard, solitamente gli sviluppatori non prevedono quasi mai l'utilizzo della tastiera per spostarsi da un controllo ad un altro; ciò rende impossibile ad un lettore di schermo utilizzare quell'applicazione, benché essa sia stata correttamente veicolata dalle MSAA. Ecco perché Jaws ha un linguaggio di scripting; proprio per permettere l'utilizzo di quelle applicazioni che non hanno una standardizzazione nei loro controlli; ed anche quelle che ce l'hanno, ma non hanno previsto l'uso della tastiera per spostarsi tra un controllo ad un altro. Un esempio fra tanti è il Microsoft Office; benché questo pacchetto di applicativi sia stato progettato tenendo conto delle librerie per l'accessibilità, in taluni programmi non prevede (e se lo fa lo fa poco), l'uso della tastiera.

Questa breve panoramica sull'accessibilità degli applicativi, vuole essere propedeutica per affrontare approfonditamente il discorso delle applicazioni basate sul web. Per tali applicativi, infatti, esiste un linguaggio di formattazione del testo chiamato HTML (HyperText Markup Language); esso permette di creare delle documenti, attraverso i quali è possibile accedere ad altri documenti: si possono compilare moduli, vi sono applicativi per leggere le email, si può chattare e molto altro ancora.
Sarebbe impossibile, da parte dei lettori di schermo interpretare correttamente le pagine web basandosi solo su ciò che appare sullo schermo; questo linguaggio infatti, non prevede quasi mai delle regole fisse di scrittura dei documenti lasciando all'autore della pagina l'onere di strutturarla. Le librerie per l'accessibilità si preoccupano dunque di rendere visibili le informazioni messe a disposizione dal codice HTML ai lettori di schermo i quali, attraverso una reinterpretazione, devono fornire un output comprensibile all'utente che così sarà in grado di accedere alle informazioni del documento.

E' di questo che parlerò la prossima settimana; cioè vedere come i lettori di schermo interpretano il codice e, in base ai suoi elementi, che tipo di output restituiscono all'utente.
In questo modo Jaws è riuscito a divenire nel tempo il software con il più vasto numero di applicativi accessibili alle persone prive della vista; introducendo, tra le altre cose, l'utilizzo dei display braille, supportati da un ampio numero di funzioni per renderli molto ben combinati con la sintesi vocale.

Un altro software che mette a disposizione un linguaggio di scripting è il WindowEyes, ma soltanto ultimamente. Gli altri lettori di schermo (Hal, Virgo), si stanno adeguando agli standard; navigano il web allo stesso modo diJ ed utilizzano le librerie per l'accessibilità alla stessa maniera.
Per esaminarli tutti, bisognerebbe averli acquistati tutti; poiché, come si diceva in precedenza, le copie dimostrative sono molto limitate nel loro utilizzo; tendono soprattutto a dare all'utente una panoramica generale delle funzioni che il lettore di schermo mette loro a disposizione, ma non si riesce ad entrare nei particolari.
Analizzerò soprattutto il comportamento di Jaws nella lettura delle pagine web: più correttamente si scrive il codice, più correttamente lo screen reader lo interpreterà.


2. Approccio alla navigazione nel web


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